Dalla rete

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PROGETTO AGRI-CULTURA

“L’innesto è una tecnica dell’agricoltura che ci permette di unire due individui vegetali allo scopo di ottenere uno che riunisca in sé i pregi dei genitori”.
Agnello Lambiase

Le attività previste nel progetto consentono di conoscere e sperimentare direttamente odori, sapori, colori e sensazioni differenti, contribuendo alla conoscenza e valorizzazione di tecniche agricole, legate alla cultura del territorio. Inoltre attraverso lo studio delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti e delle proprietà delle piante officinali, si intende contribuire al miglioramento delle abilità sociali e relazionali a beneficio della salute e della qualità della vita. L’incontro con la terra permette sia di apprendere un mestiere legato alle tradizioni del luogo sia di riconciliare ed armonizzare i tempi di vita della persona con la ciclicità della natura, riequilibrando “l’essere diviso”. La valenza terapeutica dell’intervento si basa sulla scelta di operare nel verde con ritmi meno incalzanti, mirando all’inserimento socio-lavorativo attraverso la vendita dei prodotti coltivati.

I prodotti disponibili dal mese di giugno saranno:
melanzane, peperoni, zucchine, zucca, friarielli, fagioli, patate, finocchi, pomodori, fagiolini, pere, prugne (varie qualità), ciliegie.
A tal proposito vi invitiamo a prenotarli con una telefonata almeno 24h prima della consegna.
Per info: 3471708861
coop.lafenice@virgilio.it
paola.erbaggio@tin.it
www.coopsocialelafenice.blogspot.com

II° Edizione Torneo "Scalciando Insieme"

Dal 20 al 24 Luglio 2009 si è svolta, presso il minicalcio di Passiano sito in Cava de'Tirreni, la II° Edizione del Torneo "Scalciando Insieme". La manifestazione realizzata dalla cooperativa sociale "La Fenice" in collaborazione con le Associazioni Cava 2000 e Kubrik rappresenta la festa finale del progetto "Oltre lo sport". Quella di quest'anno è stata senza dubbio una edizione interessante non solo per la numerosa presenza di atleti e spettatori, ma soprattutto perchè ha allargato i confini rispetto all'anno precedente ottenendo una partecipazione oltre che provinciale anche regionale. Le realtà impegnate nel disagio mentale sono state infatti quattro, provenienti oltre che da Cava de'Tirreni anche da Salerno e da Napoli, esse si sono date battaglia sul terreno di gioco in un clima di festa, goliardia e divertimento evidenziando anche un tasso tecnico di discreto livello. Alla premiazione finale hanno partecipato l'Assessore allo Sport del comune di Cava de'Tirreni il professor Pasquale Scarlino ed il consigliere comunale Sabatino Sorrentino.


SQUADRE PARTECIPANTI
Cooperativa sociale "La Fenice" di Cava de'Tirreni
Centro di riabilitazione "Villa Alba" di Cava de'Tirreni
Centro "La Roccia" distretto 52 di Napoli
Cooperativa sociale "Il Villaggio di Esteban" di Salerno

PARTITE E RISULTATI
I° Semifinale: Coop. soc. "La Fenice" - Centro "La Roccia" = 7 - 6
Il risultato di quest'incontro è stato un'assoluta sorpresa, in quanto il centro "La Roccia" partecipa da tempo al campionato regionale "Calcio Insieme" e quest'anno era giunto fino alle soglie delle semifinali perdendo per un solo goal di scarto ai quarti di finale. Pertanto poteva essere definito, a ragion veduta, come la favorita del Torneo; la cooperativa "La Fenice" invece aveva svolto solo delle amichevoli e pur avendo un buon allenamento non poteva essere consapevole delle sue possibilità. La partita è stata entusiasmante fino all'ultimo minuto, come testimonia il risultato, e sul campo si sono evidenziate delle belle individualità nonchè una buona organizzazione di gioco da parte di entrambe le compagini.
La Fenice, La Roccia, Scalciamo Insieme
L'entrata in campo, Il Saluto, La Monetina
Alcune fasi di gioco



II° Semifinale: Centro Villa Alba - Coop. soc. "Villaggio di Esteban" = 3 - 8
La seconda semifinale rappresentava un'incognita per entrambi i contedenti. Nessuna delle due compagini era in grado di definire le proprie capacità. Così ne è venuta fuori una partita ricca di sorprese individuali, ma che è stata nettamente a favore dei salernitani del "Villaggio di Esteban". La goliardia l'ha fatta da padrona in quest'incontro evidenziando come il confronto, libero da costrizioni, tra gli individui rappresenta la cura per qualunque difficoltà.

Villa Alba, Villaggio di Esteban, Scalciamo Insieme
L'entrata in campo, Il Saluto, La Monetina
Alcune fasi di gioco

Progetto "Orienta il lavoro"

Il 26 febbraio 2009 si è tenuta, nell'Aula consiliare del Palazzo di Città di Cava de'Tirreni, la conferenza stampa di presentazione del Progetto "Orienta il Lavoro", incentrato su tirocini formativi di persone ex tossicodipendenti e alcoldipendenti, finanziato dalla Regione Campania a valere sul Fondo Nazionale Lotta alla Droga. All'incontro con la stampa hanno preso parte il sindaco del Comune capofila Luigi Gravagnuolo e l'assessore alle Politiche Sociali Michele Coppola, insieme con il dott. Ciro Armenante del Ser. T. dell'Asl Salerno1, partner del progetto, il dott. Ciro Annicchiarico, sociologo del Piano di Zona Ambito S3, l'imprenditore Costantino Turino della Ceramica Fornace della Cava ed il presidente della Cooperativa Sociale "La Fenice", Pasquale Senatore.

La Bottega Sociale

La cooperativa sociale “La Fenice” O.N.L.U.S. a breve inaugurerà un Punto Vendita “Bottega Sociale” in cui svolgere e realizzare un consumo critico ed una spesa consapevole, scegliendo tra una gamma di prodotti alimentari ed artigianali realizzati dalle cooperative sociali e dalle associazioni no – profit della regione Campania e non solo. Si intende così costruire un’importante ed innovativa struttura commerciale in ambito sociale, etico, culturale ed ambientale, per la gestione e la valorizzazione di diverse attività e sperimentazioni che possano andare a costituire un nuovo modello etico e commerciale. L’obiettivo globale è realizzare un punto vendita che faccia da riferimento per il mondo del terzo settore e consenta l’incontro tra domanda e offerta di un vivere diverso, creando una rete di relazioni tra il mondo della cooperazione sociale ed il consumatore instaurando un rapporto rispettoso fatto di trasparenza ed eticità. Oltre, quindi, ai prodotti dell’artigianato della cooperativa sociale “La Fenice” saranno commercializzati gli articoli di altre associazioni no – profit che operano in diversi contesti del disagio e che spesso sono dimenticate, ma che sono in grado di esprimere con originalità espressioni artigianali di qualità.


Oltre lo Sport

Il nostro paese ed in particolare il mezzogiorno non è certamente da considerare allo stesso livello di altre realtà europee nelle quali i disabili psichici, nelle discipline sportive, godono di maggiore dignità rispetto ai cosiddetti “normodotati”. La difficoltà di costruzione di contesti lavorativi e sociali accoglienti in grado di far emergere le caratteristiche migliori di ciascun individuo, senza per questo creare degli automi omologati all’attuale sistema generale, rappresenta una delle principali variabili che può contribuire ad una sorta di depressione psichica che rende le persone demotivate ed abuliche. Occorre, quindi, cercare di stimolare la realizzazione di ambienti favorevoli nei quali le motivazioni e le relazioni sociali consentano di mettere alla prova se stessi, ma anche e soprattutto di cercare i propri limiti e le risorse necessarie per poterli superare.
La possibilità di praticare un’attività sportiva permette, dal punto di vista psicofisico, di imparare ad utilizzare al meglio le proprie energie e di tenere in maggiore considerazione le capacità di svolgere un’attività in completa autonomia. Dal punto di vista psicologico infatti lo sport ed in particolare il calcio con tutta la sua didattica, costituisce un importante fattore di integrazione sociale e rappresenta uno stimolo fondamentale ad andare al di là dei propri limiti, indipendentemente dalla propria condizione di vita.



Torneo "Scalciando Insieme" 17 - 18 giugno 2008 Coop. Sociale "La Fenice" - DSM SA1 - Villa Alba. Organizzato in collaborazione con la Scuola Calcio Rinascita Cava 2000


Torneo ACSI Salerno Palestra Palumbo 08/11/2008

La cooperativa sociale La Fenice - Il Cerchio Magico della Paranza con
Vittorio Vitale (Gens Cavese), Renzo Perna (Prima Goccia) ed Hermina Dragos
sul palco della Prima Goccia a Turate (Como) - Giugno 2007
La cooperativa sociale "La Fenice" ringrazia per tutto ciò che Vittorio e Renzo hanno fatto e continuano a fare per la realizzazione di un sogno: "Rendere il mondo aperto a tutti e tutti aperti al mondo"

La Fenice con Ale & Franz e il Jazzman Franco Cerri a Turate (giugno 07)

IL CERCHIO MAGICO DELLA PARANZA in piazza DUOMO a Cava de'Tirreni ripreso da PAESIA trasmissione televisiva di telecolore

Il ruolo degli interventi riabilitativi psicosociali nell’agire quotidiano degli utenti, del loro quadro clinico e nella prevenzione dei ricoveri.
S.R. Villa Agnetti – C.D. UOSM Cava – Vietri
Co – gestione Cooperativa sociale “La Fenice”
Poster Epidemiologico
I° Classificato riunione nazionale SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica)
Nocera Inferiore 2005
Introduzione
Le strutture residenziali inaugurate a seguito della chiusura degli OO.PP. cominciano a non essere più “abitate” da pazienti ex OP, bensì da utenti provenienti dal territorio, come nella fattispecie di “Villa Agnetti”. Il problema attuale è che in esse non sempre muta il modus operandi con il pericolo di ri-proporre, in scala ridotta, quegli atteggiamenti di custodia ed asilari che caratterizzavano la vita all’interno dei manicomi, generando così nuove forme di istituzionalizzazione.
Il progetto iniziato nell’ottobre 2002, presso la UOSM Cava-Vietri, prevedeva invece il “mutamento” come elemento chiave dell’intervento. Si è cercato di modificare il lavoro puntando sulla qualità, sulla tipologia e sulla formazione degli operatori, avendo come obiettivo non l’assistenzialismo, ma la realizzazione di progetti individuali e di gruppo, miranti al miglioramento dell’autonomia e alla prevenzione dei ricoveri ospedalieri sia pubblici che privati.

Metodi
Utenti – Sono stati presi in considerazione nell’arco di 18 mesi 13 utenti, di cui 8 ospiti della S.R. “Villa Agnetti” e 5 utenti del C.D. della UOSM Cava – Vietri. Nove utenti sono di sesso maschile e quattro di sesso femminile. L’età media è di 35 anni (min. 20; max 44). Tutti affetti da patologia psicotica a decorso cronico (con diagnosi prevalente di schizofrenia).
Modalità d’intervento – Il lavoro è stato svolto principalmente in piccoli gruppi di 3 – 6 partecipanti ed hanno interessato lo Stato ed espressione di sé, la Re – integrazione sociale e la Sperimentazione lavorativa. Il primo asse d’intervento è stato condotto da un operatore sociale per gruppo (tec. riabilitazione e/o op. di comunità). Il secondo ed il terzo asse sono stati seguiti oltre che dall’operatore sociale anche dai maestri d’arte delle diverse attività forniti dalla cooperativa. I gruppi si presentano dotati di struttura stabile, con regole interne, eterocentrati e pronti ad esprimere la storia e l’esperienza collettiva in maniera flessibile. Sono due gli elementi cruciali all’interno del gruppo: il clima familiare e la dimensione gruppale. Il primo favorisce il senso di appartenenza, il bisogno di assumersi responsabilità (in base alle risorse individuali) e la nascita di un cammino; il secondo facilita il recupero delle capacità relazionali basate sulla tolleranza e condivisione di tempi e spazi.
Tematiche trattate e metodi utilizzati negli interventi socio riabilitativi.
Stato ed espressione di sé - Comprensione delle capacità del prendersi cura di se stessi ed esprimere tali abilità all’esterno. L’obiettivo è di andare al di là del proprio “corpo”, comprendere la gratificazione che ne deriva concentrando l’attenzione anche sulla sfera familiare, relazionale e sociale (condotta alimentare, pulizia personale, spazio di vita, soddisfazione per la propria immagine etc.).
Re – integrazione sociale - Promozione di capacità e competenze sociali tentando di non separare le conquiste nel mondo reale dai vissuti o dalle frustrazioni che i soggetti possono vivere (gestione strumenti sociali, relazioni col singolo, relazioni col gruppo, interessi sociali, soddisfazioni nei contatti con gli altri etc.).
Sperimentazione lavorativa - Promozione di laboratori come strumenti riabilitativi, al fine di produrre relazioni, saggiare abilità, valutare livelli di stress e ritmi personali e capacità di cooperare। Successiva trasformazione di tali laboratori in attività professionali con inserimenti in circuiti lavorativi protetti e non (quantità e qualità del tempo dedicato al lavoro, contatto con i colleghi e gli operatori, autonomia ed iniziativa etc।).
Strumenti utilizzati – In questo lavoro sono stati presi in considerazione due parametri: il VFG (Valutazione Funzionamento Globale) ed il numero e la gravità delle riacutizzazioni.
Il funzionamento globale di ogni soggetto è stato valutato longitudinalmente in tempi predefiniti con il VFG del manuale VADO. Il numero e la gravità delle riacutizzazioni sono stati osservati attraverso il conteggio dei ricoveri ospedalieri e dei giorni di degenza nel corso dei 18 mesi e confrontati con quelli occorsi nei due anni precedenti.

Risultati
Funzionamento globale – All’inizio del percorso i soggetti presentano al tempo zero (T0) una valutazione media globale al VFG inferiore rispetto allo scadere dei 18 mesi.
Con la realizzazione del progetto di riabilitazione psicosociale, è avvenuto un incremento non solo sui valori medi di funzionamento globale, ma anche sui dati “estremi” delle prime e delle seconde valutazioni. Così se nell’ottobre 2002 i valori minimi e massimi erano di 11 e 50, nell’aprile 2004 i valori sono saliti a 18 e 65 (Tabella 2).
Tabella 2 – Valutazioni VFG per soggetti.
Soggetti VFG Ott-02 VFG Apr-04
G। P। 11 18
M।D।G। 30 51
A।P। 25 35
G।B। 25 35
A।A। 31 55
A।M। 20 49
P।G। 35 50
R।M।M। 30 45
C।S। 19 35
L।R। 21 30
S।S। 35 49
M।P। 50 55
V।M। 40 65

Riacutizzazioni – Le ricadute del periodo ottobre ’02 – aprile ’04 sono state significativamente inferiori alla frequenza con cui si manifestavano nella storia personale dei soggetti presi in considerazione. Dall’indagine realizzata, consultando i dati dell’archivio del sistema informativo Psynfo del DSM dell’ASL SA1, risulta che il numero dei ricoveri effettuati, nel periodo preso in considerazione, è sensibilmente inferiore rispetto al biennio precedente l’attuazione del progetto riabilitativo. Nei primi sei mesi si sono registrati complessivamente tre ricoveri in SPDC, mentre nei dodici mesi successivi, dei diciotto considerati, non se ne sono verificati affatto.
Sui tredici utenti presenti nella struttura a vario titolo (8 S.R. e 5 C.D.), il numero di ricoveri relativi al periodo Settembre ’01 – Settembre ’02 è risultato pari a 22. Nell’arco di tempo ottobre ’02 – aprile ’04, il numero dei ricoveri si è ridotto a 3. Inoltre gli stessi dati inerenti i giorni di degenza dimostrano che si è passati da un massimo di 254 giorni, pre - attuazione progetto riabilitativo, ad un minimo di 37.


Conclusioni
Rispetto ai parametri valutati in questo studio, emerge che i soggetti considerati hanno tratto beneficio dalle pratiche riabilitative poste in essere. È possibile notare dei miglioramenti sia nei valori del Funzionamento Globale che nella drastica diminuzione del ricorso alla prassi del ricovero ospedaliero.
Ci sembra che tale tipologia di intervento si mostri efficace anche nell’agire quotidiano, infatti aspetti quali lo stato e l’espressione di sé, gli interessi sociali, le relazioni interpersonali e le attività lavorative sono indicativi di un’interpretazione molto più “estesa” del concetto di riabilitazione volta soprattutto a privilegiare lo sviluppo in senso qualitativo della vita.
I dati rilevati in tale lavoro sono da ritenersi preliminari in considerazione del ridotto numero dei soggetti osservati. Pur tuttavia sembra che i criteri di efficienza ed efficacia a cui questi dati rimandano siano in linea con i medesimi contemplati nel Progetto Obiettivo Tutela Salute Mentale 2002 – 2004 della Regione Campania.


Bibliografia
AA.VV., Qualità della vita in psichiatria. Valutazione della qualità della vita nella ricerca e nella pratica psichiatrica, ed. Janssen – Cilag, Trento 1998.
B.U.R.C., Progetto Obiettivo Tutela Salute Mentale 2002 – 2004, N°50 27 Ottobre 2003.
J.V. Vaccaro, G.H. Clark Jr., M. Bassi (a cura di), Manuale di psichiatria territoriale, ed. Raffaello Cortina, Milano, 1996.
C. Munizza, G. Donna, S. Nieddu (a cura di), Finanziamento e management del Dipartimento di salute mentale, ed. Il Mulino, Bologna, 1999.
P. Morosini, L. Magliano, L. Brambilla, VADO. Valutazione di Abilità, Definizione di Obiettivi. Manuale per la riabilitazione in psichiatria, ed. Erickson, Trento, 1998.
A. Scala, L’agire riabilitativo. Manuale della riabilitazione psicosociale, ed. Il Pensiero Scientifico, Roma, 1998.

Gli obiettivi


“La Fenice O.N.L.U.S.” è una cooperativa sociale mista A+B che svolge attività di integrazione socio – riabilitative e nasce nell’ottobre 2003. Essa annovera all’interno della compagine sociale il 30 % di soggetti svantaggiati e promuove l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disagio psichico. La prospettiva nasce nel 2004 con la creazione di laboratori artigianali di riabilitazione psicosociale realizzati in collaborazione con l’ASL SA1 presso le strutture dell’Unità Operativa di Salute Mentale (UOSM) di Cava – Vietri sul Mare.
Le esperienze di riabilitazione e di inserimento lavorativo procedono ancora oggi in parallelo, sviluppandosi e rafforzandosi vicendevolmente anche fuori dal circuito sanitario, con una crescita professionale degli operatori e degli utenti a cui si lega anche l’aumento della produttività e della qualità। La cooperativa sociale “La Fenice” annovera tra i suoi principi fondamentali non solo il rispetto e il riconoscimento dell’individuo, ma anche l’idea per cui il percorso socio – integrativo non può esimersi dal coinvolgere l’intera società civile, pertanto opera sviluppando il suo intervento coinvolgendo e cooperando con enti (comuni e piani di zona), istituzioni, associazioni, altre imprese no-profit non necessariamente impegnate nello stesso ambito. Si propone, quindi, un lavoro in grado di promuovere la realizzazione di un tessuto sociale volto al sostegno non solo degli utenti con disagio mentale e delle loro famiglie, ma di tutti quelli che possono inserirsi nel sistema di rete per le ragioni più disparate.
La cooperazione sociale, nel mezzogiorno, rappresenta un primo passo per introdurre un elemento innovativo nell’ambito del disagio e della disabilità: “la dimensione lavorativa”. Gli obiettivi, infatti, non sono solo quelli di fornire servizi, ma anche di creare occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle del mercato classicamente conosciuto, con un margine di tollerabilità per i ritmi e gli stili di lavoro personali che non si trova facilmente in altre situazioni lavorative. Ad essi si aggiunge anche la necessità di informare la cittadinanza dei servizi, delle iniziative, delle idee e dei progetti che sono attivi sul territorio regionale da parte delle associazioni, degli enti, delle istituzioni e delle imprese no-profit.
Laboratorio di espressione creativa
del segno e del colore
In questo laboratorio lo scopo principale è la libera espressione coordinata, a partire dal presupposto che ciò che l’utente esprime col segno e con il colore è un riflesso del suo essere interiore. Si tratta, in altri termini, di espressione spontanea unita ad una didattica di base, i cui parametri possono essere passibili di applicazione esistenziale come processo in fieri, atto a risolversi dentro la dialettica della vita quotidiana. Attualmente il laboratorio è seguito da un maestro d’arte, due educatori professionali e alcuni volontari, i quali sono parte attiva, operosa e indispensabile per la realizzazione e il proseguimento dell’attività.















Il Cerchio Magico della Paranza:
suoni, canti ed espressività popolari
della Campania

“Il Cerchio Magico della Paranza” nasce nel maggio 2004, come laboratorio di musica popolare della cooperativa sociale “La Fenice” presso il Centro Diurno della Unità Operativa di Salute Mentale di Cava – Vietri. I partecipanti al laboratorio, acquisendo dimestichezza con gli strumenti musicali e canori della tradizione agreste, hanno tracciato un percorso verso la società trasformandosi da spettatori passivi ad attori propositivi, portatori di cultura, tradizione e innovazione.
Il gruppo è composto da utenti ed ex utenti della UOSM coordinato dagli operatori della cooperativa sociale “La Fenice” e si esibisce, ormai con un proprio spettacolo, sia in manifestazioni pubbliche che in feste private, in contesti esterni al circuito psichiatrico.
Costituito da circa nove elementi, con l’utilizzo di una strumentazione tipica e non (pentolame, barattoli, contenitori generici), riproduce antiche musiche tradizionali della nostra terra e alcune espressioni della teatralità popolare.
Il Cerchio magico della Paranza a San Nicola Varco (Eboli) il 30 aprile 2007 presso il campo di lavoratori extracomunitari.
Il calore umano accoglie ed accoglierà sempre tutti




Il Cerchio magico della Paranza a Santa Lucia di Cava de'Tirreni
Civiltà contadina estate 2007




Bottega restauro manufatti lignei
L’obiettivo principale della bottega di restauro è di formare professionalmente disabili pschici, sia da un punto di vista pratico che teorico. Gli allievi sono condotti, attraverso un percorso di conoscenza della materia prima e degli strumenti, all’apprendimento delle tecniche di trattamento e di recupero degli oggetti in legno e dei mobili d’epoca.
La bottega, ubicata nel tessuto cittadino, nasce con l’intento di creare una rete sociale in grado di fornire occasioni di miglioramento della qualità della vita e di recuperare la forma mestiere, ossia il lavoro svolto con procedimenti prevalentemente manuali, anche con l’ausilio di strumentazioni e apparecchiature, “accantonando” i processi lavorativi integralmente in serie o le fasi automatizzate di lavorazione।
Il restauro come attività d’integrazione socio-lavorativa evidenzia alcuni parallelismi tra la ricostruzione del mobile ed il “rinnovo” e la “ri-nascita attiva” dell’individuo (es. la sverniciatura come fase di liberazione e svincolo dal passato; il mobile restaurato come individuo reintegrato).
Si tratta di una similitudine tra il recupero all’uso di un oggetto e il reinserimento di persone svantaggiate. Attraverso la ri-valorizzazione dell’oggetto ligneo e il coinvolgimento di soggetti svantaggiati inoltre, la bottega di restauro mira ad arricchire il tessuto socio-economico cittadino di risorse che altrimenti andrebbero trascurate.

Non entri chi non ama la matematica e la musica

Questa frase, situata all’entrata del nostro laboratorio, è la stessa che si trovava davanti la casa di Pitagora a Crotone. Si può a ragione immaginare che la casa di Pitagora fosse un laboratorio sperimentale in quanto egli scienziato dei numeri; e dunque - escludendo il fatto che qualcuno possa paragonarsi a Pitagora - ciò vale per il nostro laboratorio, in quanto all’interno di esso la pittura viene intesa appunto come scienza del segno e del colore.
Crediamo che una scienza possa definirsi tale quando i principi di un campo del sapere, pratico e teorico, interagiscono con altri campi del sapere e dell’agire umano.
La pratica pittorica applicata alla salute mentale non è una novità, anzi un tale sodalizio ha dato i suoi frutti in questo ambito già da tempo.
Non è solo questione di alleviare un cammino spesso irto di sofferenze ma altresì suscitare nei partecipanti al laboratorio un principio di autoriconoscimento e, di iniziare, nello stesso tempo, un percorso di autoanalisi, i cui riflessi partono dal lavoro in atto per ritornare a colui che opera.
Apprendendo le tecniche della pittura ma esprimendosi anche liberamente, si focalizza nella pratica il rapporto tra la mano e l’attenzione, ovvero tra l’operare e la mente.
I lavori che vi proponiamo nel presente calendario sono solo una minima parte, ma è pur vero che il nostro cammino è iniziato da poco e abbiamo ancora molto da fare.

A noi auguriamo di continuare e a voi un felicissimo 2009.

Gli operatori e i partecipanti del Laboratorio Sperimentale di espressione creativa del Segno e del Colore.



Gennaio

Gennaio
Enzo Galdi - Fiori -

Febbraio

Febbraio
Anna Polacco - D'aprés Arcimboldo -

Marzo

Marzo
Antonella Carbone e Vip - Fiori di Primavera -

Aprile

Aprile
Annamaria Baldi - Il Campanaro -

Maggio

Maggio
Agnello Lambiase - Paesaggio -

Giugno

Giugno
Augusto Petti - Portamatite -

Luglio

Luglio
Stefano Di Marino e Margherita Senatore - Natura in costiera -

Agosto

Agosto
Tiziana Cestone - Senza Titolo -

Settembre

Settembre
Mariella Garzia - Composizione -

Ottobre

Ottobre
Cesare Fiorillo - Il vaso di fiori -

Novembre

Novembre
Manù Romano - Astrazione -

Dicembre

Dicembre
Lucia Roma - D'après Cezanne -

Il Progetto Ginestra

Il Progetto consiste in Borse di Inserimento Lavorativo per Disabili Psichici, con lo svolgimento di uno stage operativo presso le Amministrazioni comunali, realizzato mediante l’inserimento semi-protetto dei partecipanti in ambienti di lavoro. Il Progetto Ginestra nasce dalla sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra l’Ambito S3, la Comunità Montana Penisola Amalfitana, la Provincia di Salerno, l’Azienda Sanitaria Sa1 e la Confcommercio di Salerno. I beneficiari dell’intervento sono 6 persone - 3 appartenenti al Distretto n. 4 Cava-Vietri e 3 al Distretto n. 5 Costiera Amalfitana - che presentano una disabilità psichica e sociale che non compromette gravemente l’iniziativa personale e le abilità specifiche richieste, seguite da un punto di vista clinico presso le Unità Operative del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Sa1. L’età dei partecipanti, per i quali è stata condotta un’idonea valutazione delle diverse abilità psico-sociali e che hanno seguito un positivo programma di riabilitazione sociale, è compresa tra i 18 ed i 40 anni.I l progetto vede l’impiego di 8 borsisti, impegnati per 5 ore al giorno, nella manutenzione di giardini ed aree a verde attrezzato a Cava de’Tirreni ed in Costiera Amalfitana. I siti sono stati individuati dalle Amministrazioni comunali, che forniranno il supporto tecnico e logistico alla Cooperativa sociale “La Fenice”, cui è stata affidata dal Piano di Zona l’attività di supporto tecnico e di tutoraggio. A Cava de’Tirreni l’area interessata è il parco giochi di S. Cesareo, che i borsisti dovranno ripulire dalle erbacce incolte e rendere nuovamente fruibile ai bambini. A Praiano, invece, l’area interessata è il Parco Cercola, detto anche parco degli ulivi, uno spazio pubblico che versa in uno stato di abbandono e per il quale la Cooperativa “La Fenice” ha richiesto al Comune costiero la recinzione e la collocazione di fioriere. Ad Amalfi i borsisti si occuperanno della cura delle aiuole del lungomare e di quelle prospicienti il Municipio. Infine, a Cetara l’attività riguarderà Piazza degli Ungheresi, Piazza S. Francesco, Piazzetta Casa D’Acunto, Piazzetta Vischi ed i giardini in località Marina e lungo Corso Federici.